Il tempo vola?

il logo della trasmissione Un’altra tv, garbata e non urlata, è possibile, ne è una prova “Il tempo vola?”, programma del preserale di Tv2000, canale 28 del digitale terrestre. Condotto da Silvio Vitelli ed Eugenia Scotti con la simpatica partecipazione del dj Giovanni, il programma ricostruisce frammenti di storia attraverso il contributo del pubblico a casa e degli ospiti in studio. Non si pensi, però, alla solita operazione nostalgia, il tono è divertito e divertente, sempre pacato.

Alla base di tutto vi è il gioco del percorso a tappe che, ispirandosi ai famosi sei gradi di separazione, conduce da un tema a un altro senza logica apparente. In realtà, il quiz, dove non si vince denaro ma, come premio simbolico, i gadget della rete televisiva, vuole essere un pretesto per indurre i telespettatori a interagire con i conduttori ricordando un anno particolarmente significativo della propria vita. Bella l’idea di associare a ogni decennio un telefono di colore diverso: nero per gli anni ’50-’60, bianco per i ’70-’80 e rosso per gli anni più recenti.

Il pubblico è protagonista e, in un certo senso, autore della trasmissione grazie anche alla presenza in studio. Per una volta, non ci troviamo di fronte a ospiti famosi che devono fare la “marketta” per pubblicizzare quel disco o film in uscita, ma il più delle volte si tratta di persone comuni venute a raccontare aneddoti della propria esistenza. Il filo conduttore è la memoria, intesa come ricostruzione “filologicamente corretta” di un periodo del passato. I racconti “di vita” sono accompagnati da musica, filmati, fotografie che illustrano il momento rievocato. Insomma, si respira una bella atmosfera, vivace e rilassante allo stesso tempo, e il merito va sia al modo preciso e puntuale con cui è scritto il programma, sia all’alchimia che si è creata tra i tre conduttori: facce nuove, normali, atteggiamenti misurati, particolari, questi, non da poco in uno scenario televisivo spesso dominato da “primedonne” dalla conduzione autoreferenziale. L’impressione è che davvero ci sia attenzione e interesse verso le storie raccontate dai telespettatori, senza la cui interazione il programma non esisterebbe.

Telefonate, post su face book, racconti in studio, nulla è tralasciato pur di rendere protagonista chi segue “Il tempo vola?”, e poi ci sono i quiz: non soltanto il percorso a tappe, ma anche l’enigma, vale a dire l’indovinello del dj (a tutti gli effetti il terzo conduttore), e il testo della canzone da riconoscere. Tutte idee autoriali semplici quanto mai efficaci, forse perché dimenticate da chi fa tv oggi affidandosi a format importati e omologati.

Giudizio: una piacevole sorpresa.

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